mercoledì 24 ottobre 2012

Lettera da un caro amico

Io come persona Atea, di sinistra e democratica, sono in genere molto tollerante e soprattutto mi piace ascoltare le opinioni di chiunque prima di prendere una posizione o dare un giudizio.

Il movimento Ateo e Agnostico internazionale è un movimento soprattutto di pensiero, filosofico e culturale più che politico, anche se da una decina d'anni a questa parte si è intrapresa anche una forte azione politica e di lobbying in tutto il mondo per contrastare la sempre più crescente ingerenza della Chiesa cattolica, ma anche di altre religioni nelle leggi dei vari stati. Cosa che anche, ma non solo come persone lgbt ci riguarda.

La maggioranza di questo movimento in genere chiede di essere riconosciuti come persone che "Non credono" all'esistenza di qualsiasi essere soprannaturale o divino che sia e di avere le stesse opportunità di chi è invece credente; chiede maggiore laicità delle istituzioni e di tutta la società. Solo una parte minoritaria e molto radicale vorrebbe l'eliminazione della religione per legge. Io personalmente non desidero l'abolizione di nulla...tranne che del fascismo.

Sono cresciuto in una famiglia di Atei, dove i miei genitori, come tanti altri Atei, facevano comunque battezzare i figli e li mandavano alla comunione contro le loro convinzioni, perchè non venissero emarginati e discriminati. E questo succedeva negli anni 70/80 a Verona, in Italia e non negli anni 30 quando gli ebrei si battezzavano per non finire in campo di concentramento. 

Nella mia vita ho avuto a volte molti più problemi a dichiarare il mio ateismo che la mia omosessualità. Molti spesso pensano che sei impazzito o che hai avuto un trauma infantile (così mi disse il mio insegnante di religione al liceo...avesse saputo che ero anche gay), ed è un esperienza che accomuna molti atei, credimi. 

Io quando conosco o incontro un credente, non penso che sia matto, ma che semplicemente ha avuto un'educazione e delle esperienze di vita diverse dalle mie. E' chiaro che cerco di farlo meditare per portarlo sulle mie posizioni, ma questo con il dialogare e il discutere.

Detto questo, come ho già più volte sostenuto, ritengo che l'opera "riformatrice" di certi movimenti cristiani dentro e fuori la chiesa sia veramente interessante e necessaria oggi. Le gerarchie cattoliche temono di più questi movimenti che altri dichiaratamente "laicisti" o anticlericali. 

Tu, da grande "pozzo" di cultura quale sei, sai benissimo che negli anni 80/90 prima con Wojtyla e poi con Ratzinger, la chiesa fece un grande repulisti al proprio interno di personaggi, organizzazioni e movimenti, considerati troppo "riformisti o progressisti".Ovviamente non ci riusci del tutto, e oggi si assiste ad una rinascita di questi movimenti (per fortuna). Anche i movimenti lgbt cristiani sono fra quelli che più hanno contribuito alla ripresa di una lotta per il cambiamento dentro la chiesa cattolica, e una grande opera in Italia, l'ha fatta proprio Gianni Geraci e il suo gruppo.

Ero da poco attivo nell' Arcigay di Verona, quando l'allora Cardinale Ratzinger, scrisse una lettera ai vescovi americani, dove in sostanza si chiedeva a questi di "ingerire" nelle varie istituzioni statunitensi affinchè non venissero riconosciuti diritti alle persone omosessuali e che i movimenti lgbt non venissero riconosciuti come interlocutori e quelli di credenti allontanati da parrocchie e da altri luoghi ecclesiastici dove si riunivano.

Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali 

Nel link sotto un commento proprio di GIANNI GERACI

Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) e la condanna dell'omosessualità  di Gianni Geracihttp://www.culturagay.it/cg/saggio.php?id=197

Ovviamente a questa presa di posizione ci fu un vero e proprio sollevamento con manifestazioni davanti a chiese e sedi vescovili in tutto il mondo. A Milano Arcigay e i gruppi credenti riuscirono a calare uno striscione dal Duono con scritto "Gay e bello" e a Londra gli attivisti di Outrage occuparono la sede del Nunzio apostolico. Ma i primi a volare a Roma a chiedere (purtroppo senza essere accolti) un incontro chiarificatore con lo stesso Ratzinger furono proprio i militanti di DIGNITY, il più grande gruppo di cristiani lgbt d'America. - http://www.dignityusa.org/

Perciò, per quanto affermate sul volantino e se questo può diventare un occasione per confrontarci e per far crescere la nostra comunità LGBT, il mio è un forte SI.

Zeno

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