martedì 13 novembre 2012

Dio fa uscire Abramo

Lettera di Franco Barbero
In questa spiritualità cristiana in cui campeggia per ciascuno/a la chiamata di Dio ad amare, anzichè cercare nascondigli, anzichè esaltare la rinuncia all’amore secondo la propria natura e negarsi con un celibato imposto o doversi far accettare con un matrimonio eterosessuale, gli omosessuali e le lesbiche stanno compiendo il grande e benedetto cammino di Abramo: "Abramo, vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò...e diventerai una benedizione... E in te saranno benedette tutte le famiglie della terra". (Gen. 12,1-3). Mi piace leggere questa "partenza" di Abramo, questo suo uscire dal "nascondiglio" della propria terra, cultura e gente come metafora e parabola dell’uscire allo scoperto di molti omosessuali e lesbiche.
Il "recinto" non promuove la vita. Occorre più spazio! Ma per partire ci vuole una decisione così coraggiosa che la Bibbia la esprime plasticamente nei termini di un duro ordine, di una "ingiunzione" ripetuta ben tre volte da parte di Dio. Più che di un invito pressante, qui si tratta quasi di una "cacciata", di una "espulsione". Abramo non partiva se Dio non lo sradicava. Poi "Abramo partì". Ecco il "miracolo" di cui siamo testimoni oggi. Mentre molti dicono e urlano "Abramo non partire!", gli omosessuali e le lesbiche che diventano consapevoli del loro dono di Dio, della chiamata, della vita più piena che sta davanti a loro..., partono ed escono allo scoperto.
E Dio, come per Abramo, è la loro compagnia. Certo c’è subito chi si separa da loro, ma il "paese" che si apre davanti ai loro occhi è "numeroso come la polvere della terra" (Genesi 13). Se la strada si fa difficile occorre credere nella compagnia e nella promessa di Dio: "Guarda in cielo e conta le stelle" (Genesi 15).
E’ il cielo, il sorriso di Dio, la sua mano amica che dà il coraggio di partire, che mette nel cuore voglia di libertà e di felicità, che fa sentire l’amicizia, la solidarietà e il calore di tutti quegli uomini e quelle donne che si decidono per un cammino umano in cui si diventi gli uni per le altre una benedizione, rompendo quelle ipocrite perimetrazioni che le culture del dominio e della discriminazione hanno costruito.
Avete fatto bene, molto bene, ad iniziare ieri con il culto, con la predicazione e l’ascolto della Parola di Dio.
Non basta la nostra forza per certe decisioni. Abramo ce lo ripete oggi. Tutta la vita di Gesù lo manifesta: senza la forza che viene dalla fiducia in Dio noi cristiani non possiamo compiere il cammino di liberazione.

La parola di Dio è "scatenata" perché non accetta di essere messa in catene, ma anche perché dove Dio ci dona la Sua parola si rompono tante catene.



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